Ugo Nevi

Chi è Ugo Nevi

Ugo Nevi è padre di tre figli: Irene, Silvia e Hugo Marco. Irene lo ha fatto nonno due volte con la nascita di Martina ed Andrea.
Nato a Roma il 09 gennaio del 1955 è il quarto di sei figli, ormai orfani, dei genitori romani. Oggi potrebbe essere addirittura felice ma le sue inquietudini, per adesso, gli negano questa condizione. Lui, sostenitore dell'aforisma: "La necessità aguzza l'ingegno", conobbe una strana povertà, asincrona al boom economico avviato nonostante dei "canini vampireschi" succhiassero dalla fiorente economia.

Lui si dovette ingegnare per non passare la moderna fame, anche se tutti i giorni il problema lo aveva suo padre Aldo. Una miseria isolata, per questo ostile a chi la soffre, che fa più male degli stenti. Nonostante, l'infanzia la ricordano felice anche le sue quattro sorelle ed il fratello Silvano. Poco importava infatti, se si saltava qualche cena; o se un cappotto se lo passavano per andare a scuola; o se si andava alla ricerca di ferraglie, stracci ed ogni sorta di oggetto.

Tutto era utile, per essere venduto al ferrivecchi, o per giocare. Ma i giochi e giocattoli interessanti erano quelli che il piccolo Ugo faceva da solo con l'ausilio degli attrezzi del Papà, "ferri e strumenti" di tante professioni. Perché il Papà era un genialoide per eccellenza; orologiaio di mestiere. Un esperto in tanti campi, ma specialmente nell'elettronica e nella fisica. Un erudito autodidatta capace di sostenere lunghi discorsi scientifici con professori ed ingegneri; dialoghi tecnici con artigiani d'ogni campo. Ma con tutti "da tu a tu" come uno di loro.
Ecco, dunque in che ambiente ha vissuto la prima infanzia. Poi, per volere del Papà, un breve periodo a fare "doposcuola" nell'officina dei meccanici vicino al suo negozio. Dopo, un corso di smontaggio e rimontaggio di orologi, con tanto di nomenclatura del mestiere; riconoscere e capire tutti i possibili guasti e le relative riparazioni. A queste lezioni prese parte attiva suo Fratello Silvano, maggiore di lui di cinque anni e già esperto orologiaio.

Purtroppo l'economia in famiglia non andava mai bene per lunghi periodi, fu così che il piccolo Ugo dovette andare a lavorare da garzone e vi rimase per vari anni, apprendendo i lavori di commesso di alimentari e drogheria; eccellendo in pizzicheria e frutteria; facendo il fornaio i sabato pomeriggio e il magazziniere in tutti i ritagli di tempo delle lunghe giornate lavorative.
Erano queste le attività di alcuni fratelli soci fra loro; è stato questo un altro crogiolo dove Ugo ha lavorato fino ai quattordici anni e poco più. Poi una breve tappa come apprendista falegname e un altro anno e mezzo al cantiere edile. In quel periodo attribuisce la perdita del primo amore al divario sociale, dato che Il papà di lei, benestante fabbricante, ostacolava la relazione con un operaio. Da ciò ne riceve una sensazione d'ingiustizia che gli avrebbe aperto le porte a un mondo peculiare.

Ai quasi diciotto "brucia le tappe" in un gruppo di stazioni di servizio, cominciando da asciuga auto e arrivando a capo piazzale in un paio di mesi. Ma Ugo aveva sempre "un turbine nella mente." Poi altre cose..., adempiere al servizio di leva e sposarsi; avere le due figlie e una attività commerciale importante. Ancora "sbalzi" che con molte emozioni lo portano fino ad oggi.

C'è da precisare che Ugo ha una mente estremamente intuitiva; che l'immaginazione è genuina come quella di un bambino. Ma se dovessimo redigere un curriculum vitae et studiorum ci vorrebbe troppo per il primo e troppo poco per il secondo...Ugo infatti ha fatto tanti mestieri anche se imparati e praticati per brevi periodi. E tanti studi, seppure molto dilazionati nel tempo e, addirittura, "nel frattempo." Basti pensare che frequentò poco e a salti le elementari; molto dopo le medie; tardi gli studi liceali e tardissimo l'università. Oltre ciò i sistemi educativi sono stati quello italiano durante mezza vita, e quello spagnuolo durante l'altra mezza.

Comunque ogni spunto fra più di un migliaio di procedimenti, invenzioni, idee, aforismi ed altri pensieri; lo hanno spinto a documentarsi, apportando conoscimenti importanti alla sua formazione tecnico/culturale.

L'impressione sociale nella quale cresce è quella di patriarcato senza fessure... non percepisce mai un cenno d'indipendenza di sua Madre Ines; né che Ivana e Maria abbiano alcun vantaggio nonostante siano le sue sorelle maggiori. In realtà in famiglia si antepone il futuro dei maschi a quello delle femmine. Se le sorelle Anna e Silvia sono più vezzeggiate, è solamente perché sono le più piccole. Ma, a dispetto delle tendenze, tutti i fratelli hanno qualcosa di speciale.
Ugo distacca per l'inventiva; Anna per essere una Pittrice formidabile; Silvano per abilissimo e applicato; Ivana è l'intellettuale per antonomasia, la cultura artistica è il suo appannaggio; Maria dall'aspetto docile, è creativa persino con i pochi ricorsi economici che l'hanno limitata durante tutta la vita; Silvia senza molta istruzione, può essere una fiera per il sangue che le corre nelle vene, pignola e scaltra più d'ogni altri, sa vivere con perspicacia oculatamente impiegata, quasi sempre attenta sul come andare avanti meglio.

Ugo Nevi suole parlare spesso della sua famiglia, delle radici che ogni essere umano dovrebbe preservare come l'essenza della vita. Pensa che tutto ha una spiegazione; che a tutto c'è soluzione. Crede che Lui è così, perché dipese dall'ambiente, dalle circostanze e dalla genetica.
Comunque si mette a disposizione di tutti coloro che vogliono fare affari, o semplicemente abbiano un problema tecnicamente non risolto.

Email: ugo3001@libero.it



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